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09 / 06 / 16

#LaMiaBirraèComeMe: Intervista a Roberta Bartocci


Riprendiamo la nostra rubrica “3 domande a…”, intervistando Roberta Bartocci, Biologa Nutrizionista e VegCoach esperta in alimentazione a base vegetale, nonchè <a href="http://www generic singulair.birraperoni.it/rds/sezione-6.html”>testimonial per il Rapporto di Sostenibilità 2014/15 di Birra Peroni

 

– Birra Peroni ti ha scelto per diventare testimonial del lancio del suo nuovo RdS. Quali sono i valori che pensi di condividere con l’Azienda?

 

La sostenibilità è il primo valore che condivido con l’Azienda, anche perchè la mia professione si basa proprio su questo: lavoro nell’ambito dell’alimentazione sostenibile partendo dal gradino più basso della scala, ovvero i cibi vegetali, e la birra è a tutti gli effetti un alimento vegetale, da consumarsi in maniera responsabile.

Nella mia professione stimolo le persone ad avere uno stile alimentare che sia sano e a basso impatto ambientale, perché non si tratta solo di avere uno stile di vita che miri a ridurre il proprio impatto sull’ambiente, ma anche di fare scelte consapevoli e sostenibili a livello di selezione dei prodotti che si acquistano.

L’altro tema che condivido è quello della qualità: è un concetto che vuol dire tante cose, ma per quello che riguarda la mia attività significa attenzione a come vengono coltivate le materie prime, all’ambiente che le circonda e alla cura dei processi di trasformazione.

 

 

– Come sta cambiando l’approccio dei consumatori nei confronti dei brand e delle informazioni che cercano sui prodotti? 

 

C’è sempre più attenzione verso quello che viene riportato in etichetta e la disponibilità a spendere di più per avere un prodotto certificato e di qualità garantita è un atteggiamento ormai largamente diffuso.

Le persone vogliono sempre di più avere informazioni sulla provenienza e sulle certificazioni dei prodotti che acquistano, e sono pronte anche ad instaurare una relazione duratura con un brand se questo mantiene le aspettative.

Se questo vale per le grandi aziende, allo stesso modo si ripercuote anche sulle quelle più piccole e sul mondo del commercio o della ristorazione,  nessuno può più permettersi di lasciare le cose al caso.

Molti imprenditori stanno iniziando un processo di sensibilizzazione dei fornitori, i valori legati al cibo sono cambiati rispetto a 15 anni fa e si modificano continuamente: siamo passati da un cibo che doveva semplicemente riempire lo stomaco alla richiesta di cibi sani, e negli ultimi 3 o 4 anni l’attenzione si è spostata verso l’aspetto della sostenibilità e dell’etica, soprattutto negli ultimi 3 o 4 anni, la produzione degli alimenti deve avvenire nel rispetto dell’ambiente che circonda le materie prime e il territorio dove avviene la trasformazione industriale.

 

– Avere una filiera tracciabile può influire nelle scelte dei consumatori e dare un valore aggiunto al prodotto?

 

Assolutamente si, è quello che i consumatori più attenti e sensibili oggi cercano: arrivare al produttore è uno degli obiettivi che cercano fortemente.

Vedo crescere sempre di più il potere intellettuale dei consumatori, anche grazie ai social network. Sta poi alle aziende decidere come comportarsi, se seguire quelle che sono le esigenze emergenti o affrontare un braccio di ferro.

I consumatori sono sempre meno propensi a prendere per buono tutte le informazioni e i messaggi che arrivano dai brand: il senso critico si è sviluppato molto e le capacità, ma anche le possibilità, di analisi e approfondimenti sono aumentate grazie alle nuove tecnologie e alle nuove forme di comunicazione che si sono affermate.

Trasparenza e dialogo aiutano sicuramente a costruire una relazione solida in un momento in cui il moltiplicarsi dei messaggi e delle connessioni le rende più effimere ed estemporanee.

 

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