SEZIONE ROSSA

1. Le materie prime della birra

Malto, luppolo, lievito e acqua, da sempre garanzia di qualità.

Il malto di orzo è ottenuto dalla germinazione dell'orzo, preferibilmente di varietà distica a semina primaverile. Il cereale è inumidito, fatto germinare e tostato a temperatura variabile tra 85° e 102°, a seconda che si debbano produrre birre chiare o scure. 
I cereali impiegati per la produzione della birra, in genere non maltati, sono il riso e il mais. L’uso di uno o l’altro di tali cereali dona alla birra speciali caratteristiche: con il riso si ottengono birre più piene, mentre il mais conferisce alla birra un gusto più secco. 
Il luppolo è una pianta rampicante perenne della famiglia delle cannibacee. Il polline femminile, detto luppolina, attribuisce alla birra un gusto ed un aroma piacevolmente amari. Il miglior luppolo cresce fra il 40° ed il 60° parallelo di latitudine, sia a nord che a sud dell'emisfero. 

L'acqua deve sempre essere potabile, batteriologicamente pura ed avere una composizione minerale specifica a seconda del tipo di birra che si vuole ottenere.
Il lievito di birra è un organismo vivente monocellulare della famiglia dei saccaromiceti, responsabile della fermentazione alcolica. Una volta svolto il suo importantissimo ruolo nel processo di produzione della birra, esso viene accuratamente rimosso.

2. La pulitura del malto

La Macchina pulitrice del malto in legno, marca Bühler, 1930.

3. La sala di cottura dello stabilimento di Roma negli anni Dieci

La sala di cottura dello stabilimento di Roma all’inizio del ‘900: cuore della fabbrica e motore di orgoglio aziendale.

 

4. La cantina

Telefono stagno per la cantina, anni 1930-1940

5. Impianto Erhard-Schau a manovellismo

Utilizzato per determinare la quantità di mosto tassabile di ogni singola cotta, in uso presso lo stabilimento di Bari. Introdotti in Italia dall’Austria come risarcimento ai danni della I guerra mondiale, tali impianti rimasero in funzione fino al 1992.

 

6. L’officina del bottaio

L’officina dell’ultimo artigiano bottaio della Birra Peroni, smontata quando i fusti di legno vennero sostituiti da quelli in alluminio e rimontata al museo.

7. Il marchio della Birra Peroni

Il marchio a fuoco impresso a caldo sui fusti di legno Birra Peroni, 1920.