Il Racconto

Le tappe della
storia aziendale

Il racconto dei momenti che hanno reso
Birra Peroni protagonista della storia sociale
e culturale d'Italia

1846
Nasce Birra Peroni

Nel 1846 Francesco Peroni avvia a Vigevano una piccola fabbrica di birra, con birreria annessa per il consumo locale. L’Italia è ancora lontana dall’essere una Nazione e fervono i moti risorgimentali.

1864
La sede romana

Francesco Peroni apre una seconda fabbrica di birra a Roma, nei pressi di piazza di Spagna, il cuore della Roma mondana ed elegante. La sede romana viene affidata all’entusiasmo e alla passione di Giovanni Peroni, figlio di Francesco.
Roma non è ancora Capitale del nuovo Regno d’Italia, ma l’intuito ha portato l’imprenditore a sceglierla come trampolino di lancio della propria birra e testa di ponte per il mercato dell’Italia centrale.

1901
Ghiaccio e birra

La Ditta Francesco Peroni, ormai radicata nel territorio romano, compie un passo decisivo per lo sviluppo del business nell’Italia centrale: si fonde con la più importante fabbrica di ghiaccio della Capitale. Nascono le Società Riunite Fabbrica di Ghiaccio e Ditta Francesco Peroni, in una sinergia di industria e mercato che unisce con successo birra e ghiaccio.

1907
La nuova fabbrica

Nasce la Società Anonima Birra Peroni Ghiaccio e Magazzini frigoriferi, la società per azioni destinata ad arrivare ai nostri giorni. L’importante tappa è segnata da forti investimenti industriali nella sede di Roma, che danno vita alla “cittadella Peroni” nei pressi di Porta Pia: una fabbrica moderna incastonata nel tessuto urbano, che ancor oggi conserva l’identità e la memoria di Birra Peroni.

1924
Verso Sud

Dopo l’unione di ghiaccio e birra, una seconda intuizione illumina il cammino dell’Azienda: espandere il mercato nelle vergini regioni meridionali della Penisola si rivela una scelta vincente, con l’apertura della fabbrica di Bari nel 1924.

Anni '20 - '30
Acquisizioni
e innovazioni

Prosegue a ritmo incessante – nonostante la crisi economica – la crescita dell’Azienda sul territorio nazionale, attraverso l’acquisizione di fabbriche di piccola e media dimensione: la Birra Perugia nel 1926, le Birrerie Meridionali di Napoli e la Birra d’Abruzzo nel 1929, la Birra Partenope e la Birra Cioci di Macerata tra il 1936 e il 1938, la Birra Livorno nel 1939. Sul fronte del prodotto, si introducono le bevande alla frutta e il mitico formato da 20 cl, il “Peroncino”. Sui mercati esteri il marchio Peroni sbarca in Africa, nelle isole del Peloponneso, in Albania e negli Stati Uniti.

1939 - 1945
Il periodo bellico

La guerra congela lo sviluppo dell’Azienda ma allo stesso tempo è occasione di collaudo del legame tra Birra Peroni e le sue comunità. Gli stabilimenti produttivi subiscono l’occupazione tedesca e poi alleata, riportano danni lievi o pesanti – come nel caso di Livorno – per riprendere la loro normale attività solo nel 1946.

1950
Ripartono Birra
Peroni e l'Italia

È finalmente boom di consumi birrari anche in Italia. Birra Peroni guida la crescita del settore anticipando i suoi tempi di ripresa: a partire dagli anni ‘50 vengono progettati da uno Studio americano i nuovi stabilimenti Birra Peroni di Bari, Roma e Padova, su un nuovo modello che rivoluziona logistica e organizzazione. All’inizio degli anni Cinquanta la rete distributiva Peroni conta oltre 400 ditte concessionarie, di cui 14 dotate di impianti di imbottigliamento.

1963
Nasce
Nastro Azzurro

Nasce Nastro Azzurro, la birra premium di “Casa Peroni”, una birra per consumatori amanti di sapori più marcati. Il nome Nastro Azzurro, lo stesso del premio conferito alla nave più veloce nella traversata atlantica, instaura un nesso immediato con il mare, la natura, la vita all’aria aperta. Alla selezione mondiale della birra del 1965 Nastro Azzurro si posiziona al primo posto nella sua categoria. Un risultato non da poco per una birra appena nata!

Anni '60 - '70
La "bionda"
nazionale

Birra Peroni riequilibra i pesi del proprio sviluppo sul territorio italiano, bilanciando la forte presenza nel mercato delle regioni meridionali con l’acquisizione di fabbriche e marchi storici del Nord: Birra Itala Pilsen di Padova tra il 1960 e il 1970 e Birra Faramia di Savigliano sono due importanti tappe di tale disegno. Accanto alla crescita industriale, riparte con decisione e originalità l’investimento pubblicitario: nasce il mito della bionda Peroni ideata da Armando Testa, nei celebri Caroselli in onda dal 1967 al 1977.

1988
Acquisizione
Birra Wührer

Un’altra pietra miliare nel cammino verso il Nord Italia: Birra Wührer di Brescia, la più antica fabbrica di birra italiana proprietaria di un marchio storico, già di proprietà BSN Danone, viene assorbita da Birra Peroni. L’ingresso della multinazionale francese nella proprietà Birra Peroni, anche se in quota minoritaria, dà un affaccio privilegiato sul mondo globale e sempre più competitivo in cui opera l’Azienda.

1990
Rimanere
competitivi

Si affilano le armi contro la concorrenza con strumenti di marketing sempre più precisi e con la ristrutturazione della forza vendita, a presidio del mercato tradizionale e della distribuzione moderna. La capacità produttiva dell’Azienda si espande ancora, grazie agli investimenti industriali che portano all’avvio, nello stabilimento romano, degli impianti di cottura più grandi d’Europa.
Nel 1996 Birra Peroni festeggia 150 anni di vita e intraprende il progetto di valorizzazione della propria storia con una monografia aziendale e la realizzazione di un Archivio Storico e di un Museo.

2003 - 2005
Nel mondo
globalizzato

Tra il 2003 e il 2005 la Birra Peroni assume definitivamente i tratti di un’azienda globale, entrando a far parte del gruppo SABMiller plc, il secondo produttore mondiale di birra, con una diffusione in 750 Paesi su sei continenti.

Oggi
Il racconto
continua

Birra Peroni fa parte di Asahi Europe & International. Con i suoi 750 dipendenti, 3 stabilimenti, a Roma, Bari e Padova e una malteria a Pomezia, oltre 50 marchi commercializzati e una filiera di 1500 aziende agricole italiane, Birra Peroni raggiunge un indotto occupazionale in Italia di 43.200 posti di lavoro diretti e indiretti. La produzione annua di Birra Peroni ammonta a 6 mln di ettolitri, di cui oltre milioni destinati all’export.